Il Messaggero

 

Non ci fu bisogno di spiegare ad Al-Sha quello che avevo vissuto quella notte. Da lontano aveva vegliato su di me e aveva visto quello che era successo durante la mia meditazione. Era molto preoccupata e si disse certa che il Saar Rosso avrebbe dato l’ordine di uccidermi. Ormai mi fidavo totalmente delle sue percezioni, perciò concordammo che quella notte sarebbe stata per me l’ultima occasione per integrare il Sole Nero. Era il diciassettesimo giorno del mese del Sole Pieno, lo stesso giorno della mia Prima Nascita nella Terra dei Sar’d, e quella notte ci sarebbe stato il plenilunio. Avrei preferito avere ancora altro tempo per svolgere il mio compito, ma in fin dei conti quel giorno era perfetto.
Decidemmo di abbandonare il nostro alloggio. Io mi sarei nascosto lontano dal Nuur Rosso mentre lei avrebbe trovato il modo di ingannare Sar così che al tramonto potessimo entrare insieme nella Sala di Connessione indisturbati.
Suggerii ad Al-Sha di accompagnarmi al maar collegato al Nuur Rosso. Da quando i Rettili avevano preso il sopravvento i pozzi sacri erano praticamente caduti in disuso. Le sciamane che ancora vi si recavano per i loro rituali non erano viste di buon occhio, e ormai era entrato in vigore il decreto che proibiva loro di avvicinarsi ai luoghi sacri senza autorizzazione. Perciò il maar del Nuur Rosso, situato a una certa distanza dal nuur, era stato praticamente abbandonato e a nessuno sarebbe venuto in mente di cercarmi là. Al-Sha approvò il mio piano. Preparò una sacca con un po’ di cibo e alcune altre cose che avrebbero potuto esserci utili durante la giornata e ci incamminammo. Come Al-Sha aveva previsto, non passò molto tempo prima che lo sciamano Mur con un paio di altri accoliti del Saar Rosso dessero fuoco alla capanna convinti che a quell’ora sia io che Al-Sha stessimo ancora dormendo al suo interno. Quando l’incendio si spense erano rimaste solo le pietre annerite dal fuoco.

Arrivati al maar rassicurai Al-Sha che sarei stato prudente e se avessi sentito dei rumori sospetti o dei passi che non fossero i suoi mi sarei immediatamente nascosto. Per fortuna il mio udito, da quando ero diventato cieco, si era ulteriormente acuito. Ero in grado di udire i suoni anche a centinaia di metri di distanza e perciò mi sentivo abbastanza sicuro. In ogni caso ero disposto a correre qualche rischio perché sapevo che il contatto con il Maar era necessario per preparare il rituale che avrei dovuto compiere quella notte.
Rimasto solo mi sedetti sulla pietra all’entrata del pozzo, con i piedi nell’acqua. Percepii subito un potente flusso di energia luminosa che entrando dall’acqua attraverso i miei piedi inondò tutto il mio corpo.
«L’acqua è fluida, l’energia è fluida, la coscienza è fluida, i tempi sono fluidi.»
La voce che aveva pronunciato queste parole sembrava provenire dall’acqua ed echeggiò tra le pareti di pietra del pozzo.
«L’acqua può essere imprigionata in un recipiente, ma se il recipiente viene infranto l’acqua torna a fluire» disse ancora la voce.
Sentivo che in quelle frasi c’era la chiave che mi mancava per riuscire a portare a termine il mio compito, ma ancora non la trovavo. A quel punto, senza averlo deciso uscii dal mio corpo e mi immersi nell’acqua del pozzo. Istintivamente nuotai verso il fondo e mi ritrovai nel Maar, il Mare Interno della Terra dei Sar’d. Qui tutto era ancora fluido. Qui i tempi si intersecavano ancora armoniosamente ed era possibile scegliere di volta in volta in quale andare.
In un istante fuori del tempo davanti al mio sguardo scorsero tutti i tempi collegati a me. C’erano i tempi della luce e c’erano i tempi dell’oscurità. I tempi della Terra e i tempi delle Stelle. In alcuni ero Nur, in altri ero Fratello Aquila, in altri ancora Elayar, la mia dolce compagna Sir. In certi tempi ero uomo in altri donna. In molti tempi ero un essere umano e in alcuni ero pianta, pietra, animale. In ognuno dei tempi a me collegati ero sempre me stesso ma cambiava la mia identità, cambiava il mio corpo. E in tanti tempi non avevo forma ma ero sempre io. E in ogni tempo fluiva il Nur, il Fuoco dell’Origine, tessendo un intreccio armonioso di fibre di luce che creava uno splendido arazzo del quale vagamente intravedevo il disegno complessivo. Tutti i tempi originavano dal Sole Centrale. E il Sole Centrale ero io.
Poi dal nucleo del Sole Centrale, dal centro di me stesso, vidi emergere il Sole Nero che iniziò ad attrarre a sé una parte di quelle fibre di luce, che si intrecciavano e si deformavano fino a formare una sorta di grumo nel quale io stesso venivo avviluppato. Quel grumo addensandosi stillava dolore e sangue e ogni cosa al suo interno si congelava in una straziante fissità. Entrai dentro quel grumo vischioso e col potere che ancora mi restava accesi il Fuoco Bianco che mi era stato donato dai Saar. Il fuoco illuminò debolmente quell’opprimente oscurità, e ciò che vidi mi riempì di orrore. Ciò che stava accadendo nella nostra isola dal tempo del Primo Diluvio si espandeva e si moltiplicava in tutto il pianeta. Gli Shaar entravano in tutti quei tempi attraverso il Sole Nero. Sembravano addirittura generare continuamente nuovi tempi che racchiudevano in una gabbia il nostro pianeta. E gli Shaar acquistavano sempre più potere nutrendosi del dolore e dello strazio di miliardi di esseri umani e non umani. Cercai disperatamente una via d’uscita, ma era come cercare un ago in un pagliaio. Come era successo la notte prima, mi ritrovai al centro di un cerchio di Rettili. Questa volta però non persero tempo a cercare di sedurmi. I loro occhi erano pieni d’odio. Dal cerchio si staccò il Saar Rosso che venne verso di me. Sentii i suoi artigli malefici penetrarmi nel torace, ghermire il mio cuore ed estrarmelo dal petto. Ero consapevole che nel mio cuore era custodita l’essenza del Nur, e che nel Nur era racchiuso il Tempo dei Saar.
«Ti abbiamo sconfitto» disse il Saar Rosso con voce agghiacciante. «Il tuo tempo è finito.»
Sapevo che in quel frangente non sarebbe bastato chiamare in mio soccorso Fratello Aquila. Forse Al-Sha avrebbe potuto salvarmi. Nel momento stesso in cui quel pensiero attraversò la mia mente percepii la sua presenza. Come una nebbia sottile una luce dorata iniziò a promanare dal mio cuore stretto tra gli artigli del rettile. Spaventato da quella luce il Saar Rosso fece un balzo indietro lasciando cadere il mio cuore. Anche tutti gli altri Rettili arretrarono di qualche passo. La loro paura e la loro rabbia erano tangibili.
Li vidi dissolversi davanti a me come fumo nell’aria e mi ritrovai in una delle sale circolari del Sole Centrale. Nella sala erano riuniti i rappresentanti del Popolo di Luce, dei Saar, dei Sir, degli Haar, dei Dorati e di molte altre civiltà stellari. C’era anche la madre di Al-Sha, Dorotea. Fu quest’ultima a parlare per prima.
«Sei stato molto abile Nur,» mi disse con un sorriso, «e molto coraggioso. Hai osato confrontare gli Shaar per la seconda volta, inoltrandoti fin nel cuore del loro oscuro dominio. È proprio ciò che andava fatto. E come hai visto non sei mai solo. Noi ti daremo sempre tutto l’appoggio possibile, ma sai che solo tu puoi sciogliere l’enigma e integrare il Sole Nero. Questo non fermerà il Degrado ma lo renderà meno denso e permetterà di generare il tempo della sua fine. Come e quando non è ancora possibile saperlo.»
Le sue parole mi confortarono, ma ancora non sapevo come avrei potuto integrare il Sole Nero, ed ero pienamente consapevole che i miei poteri erano ormai indeboliti e se avessi dovuto confrontarmi per una terza volta con i Shaar probabilmente avrei finito per soccombere.
«Non son sicuro di riuscire a integrare il Sole Nero» dissi con amarezza.
«In realtà non sei tu che devi integrarlo.»
Era stato il Maestro del Tempo a parlare. Era un grande sciamano incorporeo ad altissima frequenza che avevo già incontrato diverse volte durante il Tempo dei Saar. Era lui che mi aveva istruito sulla compresenza dei tempi e mi aveva insegnato a muovermi nei tempi per quanto era necessario e possibile per noi sciamani Sar’d. Le sue parole mi stupirono.
«Non sei tu che devi integrarlo» ripeté. «La densità del Degrado è ormai troppo avanzata perché tu possa riuscirci. Come hai ben visto i tempi stanno ormai collassando e se tentassi di integrare il Sole Nero tu stesso diventeresti uno Shaar. Non è quello che serve.»
«Cosa va fatto, allora?» chiesi umilmente. Ancora non capivo.
«In realtà lo sai già» fu la risposta. «Quand’eri nel Maar hai percepito la fluidità dei tempi con una chiarezza che ancora non avevi, e hai visto tanti te stesso, le tue molte identità che vivono nei tempi. Devi spostare il Sole Nero in un tempo in cui il degrado inizia ad allentare la sua presa e diventa possibile aprire il varco. Devi spostare il Sole Nero nel Tempo di Transizione. In quel tempo il Sole Nero può essere integrato, e questo permetterà agli Shaar di trasformarsi ed entrare in totale armonia nella nostra galassia, ciò che fin dall’inizio hanno desiderato.»
«E chi potrà integrarlo?» domandai. Non ero sicuro di avere ben capito le parole del Maestro del Tempo.
«Il Messaggero» rispose senza esitare il Maestro del Tempo. «Gli sciamani e le sciamane Sar’d che non sono partiti per la nuova Terra dei Sar’d su Alpha Centauri» proseguì, «rinasceranno nel Tempo di Transizione. Tu sei uno di loro e in quel tempo hai assunto il ruolo di Messaggero. Nel Tempo di Transizione la vera storia dei Sar’d sarà stata completamente distorta ed occultata. Tu, insieme ad altri, racconterai questa storia per risvegliare in tutti il ricordo del Tempo dei Saar e del Tempo del Degrado. Quando questo avverrà, il Sole Nero verrà finalmente integrato, e i suoi raggi di dolore e paura verranno riassorbiti dalla luce dei Sar’d.»
Fece una pausa per darmi il tempo di assimilare il significato delle sue parole.
«Ma affinché il Messaggero possa raccontare la storia deve udirla da te, perché anche lui l’avrà dimenticata. Questa notte devi chiamarlo nella Sala di Connessione del Nuur Rosso. Al-Sha sarà con te e ti aiuterà, insieme a tutti noi, a creare una bolla temporale che ti permetterà di raccontare la storia al Messaggero. Il racconto della storia sarà la buona medicina per la cura dei Rettili e di tutti gli sciamani e le sciamane che sono caduti sotto il loro controllo. Quando avrai finito di raccontare la storia, tu e il Messaggero saprete cosa fare per spostare il Sole Nero nel Tempo di Transizione. A quel punto il Tempo del Degrado riprenderà a scorrere, ma tutto sarà compiuto. C’è molto altro che devi ancora sapere e capire. Ma per fare quello che devi fare questo basta.»
Dopo che il Maestro del Tempo ebbe terminato le sue spiegazioni, fu il Maestro del Fuoco Bianco dei Saar a prendere la parola.
«Ti siamo tutti enormemente grati per avere acceso e custodito il Nur anche in questi terribili anni dopo l’avvento degli Shaar. Da ora per lungo tempo non potrai comunicare con noi come sei sempre stato abituato a fare. Di tanto in tanto udrai la nostra voce come una pallida eco o ci incontrerai nei sogni. Ma una parte di te sarà sempre con noi.»
Quando il Maestro del Fuoco Bianco smise di parlare fui avvolto in un caldo abbraccio di luce emanata da tutti i presenti. Capì che l’incontro era terminato. Mi ritrovai seduto sul bordo del pozzo sacro. Udii i passi di Al-Sha che si avvicinava. Dopo avermi aiutato ad alzarmi mi raccontò dell’incendio della capanna. Mi disse che era riuscita a far credere allo sciamano Sar che io fossi morto nell’incendio, e che le era stato concesso per quella sera di recarsi nella Sala di Connessione per una meditazione in mia memoria. Io non ebbi bisogno di raccontarle nulla di quel che mi era successo durante la mia meditazione. Sapevo che in qualche modo lei era sempre stata presente.
Il sole era ormai tramontato e la luna piena illuminava il cielo. Mangiammo il cibo che quella mattina Al-Sha aveva portato via dalla capanna e poi ci incamminammo verso il Nuur Rosso.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...